“Una società che obbliga un ottantenne a usare uno smartphone per accedere ai propri diritti non è ‘moderna’, è una società che ha deciso di sbarazzarsi dei propri padri.”
Siamo nel 2026 e tutto è diventato un’app, un codice, un portale. Ma provate a mettervi nei panni di chi ha costruito questo Paese con la fatica delle mani e oggi si ritrova analfabeta in casa propria. Se per prenotare una visita medica o pagare una bolletta devi avere un nipote esperto, allora il sistema è fallito. Chi progetta queste barriere si sente un genio dell’innovazione, ma è solo un miserabile che ignora la realtà della carne e delle ossa.
Non è evoluzione se lasciamo indietro chi ci ha preceduto. La tecnologia deve essere un aiuto, non un esame di ammissione per avere diritto alla salute o alla dignità. Stiamo togliendo la voce a chi ha più esperienza di noi, nascondendo dietro lo schermo la nostra incapacità di prenderci cura delle persone.
L’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – Albero di Kos sta affrontando in queste ore l’ennesimo “calvario digitale” per la transizione al RUNTS. Lo facciamo per restare in vita, ma non possiamo tacere davanti all’ingiustizia di un sistema che scambia l’efficienza con la solitudine.